
Specializzazione in psicoterapia cognitiva e comportamentale
Corso annuale di perfezionamento post universitario in psicodiagnostica forense
Corso avanzato ACT Acceptance Commitment Therapy
Corso Compassion Focused Therapy
Corso MBSR
Corso Mindful Eating
Corso MBCT per il Disturbo ossessivo compulsivo (Didonna)
Corso COMPASSION FOCUSED THERAPY 1 e 2 livello
Corso Playtherapy nell'intervento psicologico dei bambini
La psicoterapia cognitivo-comportamentale combina due forme di terapia estremamente efficaci:
1. la terapia comportamentale aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione. Aiuta inoltre a rilassare mente e corpo, così da sentirsi meglio e poter riflettere e prendere decisioni in maniera più lucida.
2. la terapia cognitiva aiuta ad individuare certi pensieri ricorrenti, certi schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, che sono concomitanti alle forti e persistenti emozioni negative che vengono percepite come sintomi, a correggerli, ad arricchirli, ad integrarli con altri pensieri più oggettivi, o comunque più funzionali al benessere della persona.
Quando sono combinate nella psicoterapia cognitivo comportamentale, queste due forme di trattamento diventano un potente strumento per risolvere in modo efficace forti disagi psicologici.
L’ACT, Acceptance Commitment Therapy, ha un’efficacia sostenuta sperimentalmente su una vasta gamma di condizioni cliniche (ultimo aggiornamento marzo 2021, 465 RCT e 165 metanalisi): stress lavorativo, dolore cronico, fumo, ansia, depressione, gestione del diabete, abuso di sostanze, schizofrenia, disturbo borderline di personalità, tricotillomania, disturbo ossessivo-compulsivo, tossicodipendenze, disturbo d’ansia generalizzato, dolore cronico pediatrico, gestione del peso e dello stigma legato all’obesità, ecc.
Il mio metodo di lavoro è:
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Pratico e concreto. Lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti. Alcune tipiche finalità includono la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico, la riduzione dell'ansia, la riduzione o eliminazione dei rituali compulsivi o delle malsane abitudini alimentari, il miglioramento delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell’isolamento sociale, e così via.
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Centrato sul “qui ed ora”. La psicoterapia cognitiva e comportamentale si preoccupa di attivare tutte le risorse del paziente stesso, e di suggerire valide strategie che possano essere utili a liberarlo dal problema che spesso lo imprigiona da tempo, indipendentemente dalle cause.
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A breve termine. La terapia cognitivo-comportamentale è a breve termine, ogni qualvolta sia possibile. La durata della terapia varia di solito dai sei ai dodici mesi, a seconda del caso, con cadenza il più delle volte settimanale. Problemi psicologici più gravi, che richiedano un periodo di cura più prolungato, traggono comunque vantaggio dall’uso integrato della terapia cognitiva, degli psicofarmaci e di altre forme di trattamento.
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Orientato allo scopo. La psicoterapia comportamentale e cognitiva è orientata ad uno scopo rispetto a molti altri tipi di trattamento. Il terapeuta cognitivo-comportamentale, infatti, lavora insieme al paziente per stabilire gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con il paziente stesso un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze, durante i primissimi incontri. Si preoccupa poi di verificare periodicamente i progressi in modo da controllare se gli scopi sono stati raggiunti.
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Attivo. Sia il paziente che il terapeuta giocano un ruolo attivo nella terapia cognitivo comportamentale. Il terapeuta cerca di insegnare al paziente ciò che si conosce dei suoi problemi e delle possibili soluzioni ad essi. Il paziente, a sua volta, lavora al di fuori della seduta terapeutica per mettere in pratica le strategie apprese in terapia, svolgendo dei compiti che gli vengono assegnati volta volta.
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Collaborativo. Paziente e terapeuta lavorano insieme per capire e sviluppare strategie che possano indirizzare il paziente alla risoluzione dei propri problemi. La psicoterapia cognitivo comportamentale è infatti una psicoterapia breve basata sulla collaborazione tra paziente e terapeuta. Entrambi sono attivamente coinvolti nell’identificazione delle specifiche modalità di pensiero che possono essere causa dei vari problemi. Il paziente potrà scoprire di aver trascurato possibili soluzioni alle situazioni problematiche. Il terapeuta aiuterà il paziente a capire come poter modificare abitudini di pensiero disfunzionali e le relative reazioni emotive e comportamentali che sono causa di sofferenza.
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Scientificamente fondato. È stato dimostrato attraverso studi controllati che i metodi cognitivo-comportamentali costituiscono una terapia efficace per numerosi problemi di tipo clinico. E’ stato dimostrato che la terapia cognitivo comportamentale è efficace almeno quanto gli psicofarmaci nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia, ma assai più utile nel prevenire le ricadute.


il fiore di loto
Il fiore di loto è un fiore bellissimo, ma a differenza di tutti gli altri fiori, quando inizia a germogliare si trova nel fango, immerso nell’acqua sporca di laghi o piccoli stagni. Quando il loto si apre però non vi è alcuna traccia di fango o sporcizia, esso si apre in un fiore fragrante e meraviglioso.
Così l’uomo, superando difficoltà e avversità, cresce e schiude i suoi petali.
Aree di intervento
Consulenza psicologica individuale
trattamento dei disturbi d'ansia e attacchi di panico
trattamento dei disturbi dell'umore
trattamento dei disturbi nel controllo degli impulsi
consulenza psicologica di coppia
colloqui psicologici, di sostegno o psicoterapeutici
Interventi individuali cogntivi comportamentali per bambini e ragazzi:
- problemi di ansia
- bassa autostima
- difficoltà emotive
- problemi scolastici
- carenza di abilità sociali
- problemi psicofisiologici
Gruppi esperienziali per
bambini (>8 anni) e adolescenti.
Training di rilassamento
(Rilassamento muscolare progressivo di Jacobson) per bambini (> 8 anni), adolescenti e adulti


I PERCORSI per bambini, ragazzi e genitori:
CONOSCERE E GESTIRE LE PROPRIE EMOZIONI: INIZIAMO DA PICCOLI!
EDUCAZIONE ALL'AFFETTIVITA' E ALLA SESSUALITA' PER BAMBINI DELLA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA
CONSULENZA PER GENITORI: UN AIUTO PER FARE SCELTE EDUCATIVE CONSAPEVOLI.
BAMBINI E RAGAZZI:DISAGI EMOTIVI E RELAZIONALI. COME AFFRONTARLI E LIBERARSENE!
AUTOSTIMA: AIUTARE I RAGAZZI AD AMARSI DI PIU'.
GIOCHIAMO A RILASSARCI, INCONTRI PER BAMBINI E RAGAZZI


Ciclo di incontri per bambini e ragazzi
Come aiutare i nostri figli a raggiungere la calma e a diventare più attenti e creativi
A CHI E’ RIVOLTO:
Per il bambino che vuole imparare ad accettarsi e acquisire una maggiore sicurezza in se stesso, per il bambino che non ha un’alta autostima, che reagisce chiudendosi o facendosi notare eccessivamente, per il bambino che si sottomette o diventa aggressivo.
I benefici nei bambini/ragazzi che apprendono le tecniche di rilassamento:
Rilassamento fisico
Soglia dell’attenzione più alta e maggiore capacità di concentrazione
Maggior controllo sul flusso dei pensieri
Potenziamento delle capacità creative
Aumento dell’autostima
Miglior gestione delle proprie emozioni
Consapevolezza dei propri sentimenti
Con la capacità di essere rilassati, otteniamo dei benefici sia sul piano fisico sia su quello psichico. A livello fisiologico ci permette il recupero delle energie per avere una maggiore resistenza allo stress.
Quando il livello di tensione diminuisce, i benefici dell’essere rilassati permettono un miglioramento della qualità del sonno, consentendo in molti casi di superare le forme d’insonnia causate dall’eccessivo accumulo di tensione o dalle preoccupazioni che invadono i nostri pensieri al momento di addormentarci.
Con una certa serenità interiore si verifica una diminuzione di quegli stati d’animo negativi presenti in ogni individuo che deve affrontare una situazione importante, sia essa legata a momenti di crisi, di conflitto o aggressività, sia a momenti positivi, quando l’eccessiva emozione può causare il fallimento di una performance.
Questo risultato è stato utile, per esempio, agli sportivi prima di una competizione, nel trattamento dell’ansia sessuale o in quei momenti di difficoltà nei quali le eccessive risonanze emotive disturbano e creano disagio quando dobbiamo affrontare delle forti responsabilità.
Nell’ambito dei disturbi psicosomatici il rilassamento favorisce l’attenuazione del dolore, specialmente per i mal di testa causati dalle tensioni e, in particolare, per i disturbi digestivi ed altre malattie; ciò accade, evidentemente, perché agisce sul potenziamento delle difese immunitarie e sul miglioramento delle funzioni autonome quali la respirazione , la circolazione, la pressione arteriosa ecc..




Conoscere e risolvere i disturbi d'ansia
I disturbi d’ansia comprendono quei disturbi le cui caratteristiche principali sono paura e ansia eccessive, comportamenti di evitamento delle situazioni temute.
I disturbi d’ansia più ricorrenti (DSM-5 American Psychiatric Association):
- disturbo d'ansia generalizzata,
- disturbo da attacchi di panico,
- fobia specifica,
- fobia sociale.
È normale essere preoccupati, sentirsi tesi o spaventati se siamo sottoposti a pressione o dobbiamo affrontare una situazione stressante. L’ansia è la risposta naturale del nostro corpo al pericolo, un allarme automatico che si attiva quando ci sentiamo minacciati.
Quando diviene costante, invadente, quando interferisce con le attività e le relazioni interpersonali, si sorpassa il limite funzionale e adattivo, e si possano sviluppare disturbi d’ansia.
In aggiunta ecco altri comuni sintomi dell’ansia:
Sintomi emozionali
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Tachicardia
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Sudorazione
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Disturbi allo stomaco
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Necessità di urinare frequentemente o diarrea
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Respiro corto
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Tremori o scosse muscolari
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Tensione muscolare
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Emicranie
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Affaticamento
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Insonnia
Sintomi fisici
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Sentimento di apprensione – minaccia
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Difficoltà di concentrazione
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Tensione
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Tendenza ad anticipare eventi negativi
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Irritabilità
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Agitazione
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Tendenza a cercare segni di pericolo
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Sensazione di testa vuota
La psicoterapia cognitivo comportamentale aiuta a far emergere le cause che determinano ansia, preoccupazioni e paure, a guardare le situazioni da un nuovo punto di vista e a sviluppare la capacità di affrontare i problemi per risolverli nella maniera più efficace.
La premessa di base della terapia cognitivo comportamentale è che i nostri pensieri, non gli eventi esterni, influenzano il modo in cui ci sentiamo. Non sono le situazioni in cui ci troviamo a determinare le nostre emozioni, ma come noi interpretiamo e percepiamo le situazioni stesse.
Per informazioni o per prenotare una consulenza chiama il numero 347 4413174





trattamento
intensivo
I trattamenti intensivi funzionano meglio per alcuni clienti e sono particolarmente utili per disturbi cronici o con sintomi che creano molta sofferenza psicologica. Sono inoltre una valida opzione per le persone che abbiano a disposizione poco tempo e lo vogliano sfruttare al meglio.
Quando è INDICATO un trattamento intensivo?
Un programma intensivo può essere raccomandabile per coloro che abbiano provato una classica terapia individuale con cadenza settimanale e non abbiano raggiunto i loro scopi. Per persone che devono raggiungere determinati obiettivi in un dato periodo di tempo per tornare alla loro normale vita, come ad esempio uno studente che voglia ritornare a scuola, o un lavoratore che vuole ridurre immediatamente la sofferenza mantenendo una posizione lavorativa che rischia di perdere.
Chi può accedere a questo tipo di trattamento?
La persona che non ha avuto giovamenti dalla classica terapia con cadenza settimanale e necessita di sedute più frequenti a causa della severità della condizione o delle difficoltà nella vita quotidiana, ragazzi con problemi del comportamento o nella gestione delle emozioni.
PER INIZIARE
Nel caso in cui sia raccomandabile il trattamento intensivo, verrà proposto un piano di trattamento che tenga conto dei bisogni specifici del paziente. Ad ogni paziente si fa una valutazione psicodiagnostica per valutare la sua peculiare situazione. La frequenza delle sedute è di 3/4 sedute settimanali. Il monte ore di lavoro settimanale, invece, dipende da molteplici fattori, in particolare dalla gravità del disturbo.
Generalmente è necessario un minimo di quattro settimane per raggiungere degli obiettivi terapeutici scelti col cliente.